
Dove non va il prato, va una copertura.
Dentro le bordure, sopra il telo delle aiuole, nei vasi, nelle fasce lungo i muri. Sono i metri quadri che restano: pochi centimetri di inerte li chiudono per anni, senza terra scoperta, senza fango e senza niente da tagliare.
- Riempire bordure e cordoli La bordura tiene il disegno, l'inerte lo riempie. Tre centimetri fra il cordolo e il muro e il bordo è finito: non si scalza e non si sporca.
- Coprire aiuole e piedi delle piante Quattro o cinque centimetri sopra il telo antierba. Il terreno resta in ombra, l'acqua evapora molto più lentamente e i semi in superficie non partono.
- Vasi e fioriere Sul fondo fa drenaggio e tiene liberi i fori di scolo. In superficie evita che la terra schizzi fuori a ogni innaffiata e trattiene l'umidità.
- Le zone dove non cresce niente Sotto le grondaie, lungo i muri a nord, negli angoli all'ombra, nei passaggi di servizio. Si copre una volta e quel pezzo di giardino non chiede più nulla.
Un'aiuola di 6 m² attorno a due piante.
Copertura a cinque centimetri con il telo antierba sotto: il caso più comune. Questo è il materiale completo, ai prezzi di oggi.
Quattro materiali, tre mestieri diversi.

Ciottolo bianco 25/40
Sasso di fiume: non si decompone e non va mai rabboccato. Rende leggibili le fasce strette; in pieno sole riflette parecchia luce.

Ciottolo nero 25/40
Stesso sasso del bianco, ma polvere, foglie e calcare non si vedono. Su aiuole e fasce ampie è la scelta che dà meno lavoro.

Lapillo rosso
Vulcanico, pesa meno della metà di un ciottolo: è il materiale giusto per vasi e balconi. Drena, non impasta e il rosso non sbiadisce.

Corteccia di pino
Pacciamatura vera: tiene il terreno umido e morbido attorno ad arbusti e alberi. Essendo organica si scurisce e si rabbocca ogni due stagioni.
Un sacco copre meno di quanto pensi.
70 litri a cinque centimetri fanno 1.4 m². È il conto che quasi tutti sbagliano, e il motivo per cui si ordina metà del necessario e il lavoro resta a metà.
Il conto è sul volume: metri quadri × centimetri × 10 = litri. Sulla corteccia aggiungi un 10%: si assesta nelle prime settimane.

Prima di ordinare.
Lo posso usare nei vasi?
Sì, ed è uno degli usi migliori. Due o tre centimetri sul fondo tengono liberi i fori di scolo e la terra non li intasa; uno strato sottile in superficie evita che schizzi fuori quando innaffi. Nei vasi e sui balconi conviene il lapillo: pesa meno della metà del ciottolo.
Serve il telo antierba sotto?
Su terra sì, sempre. Il ciottolo da solo non ferma niente: i semi germogliano negli spazi fra i sassi e in una stagione ti ritrovi l'erba in mezzo al ghiaino. Sul cemento invece il telo è inutile.
Con la pioggia forte si sposta?
Le pezzature 25/40 restano dove sono. Il lapillo, essendo leggero, può muoversi in pendenza: lì conviene contenerlo con una bordura, che è poi il suo mestiere.
I ciottoli bianchi restano bianchi?
Si sporcano, come qualsiasi superficie chiara all'aperto: polvere, foglie, calcare. Si lavano con acqua e, quando serve, si rivoltano con il rastrello. Il nero e il lapillo perdonano molto di più.
La corteccia va rabboccata?
Sì, è un materiale organico: si scurisce e si compatta. In genere si aggiunge uno strato ogni due stagioni. I ciottoli e il lapillo invece restano per sempre.
Va bene dove ci sono cani o bambini?
La corteccia sì, è morbida. Sui ciottoli 25/40 si cammina male a piedi nudi e i cani a volte li spostano: meglio tenerli nelle fasce decorative e non nelle zone di passaggio.